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I NUOVI CLASSICI – intervista a Maurizio A.C. Quarello

“In lontananza risuonò una sola risata, acuta e terribile...”

Siamo alla sesta recensione di questa rubrica. Finora abbiamo incontrato e conosciuto autori che da sempre navigano le atmosfere gotiche e che mi hanno portato a curare questa rubrica. Ma oggi, sulle sponde di Illustrada, sbarca un nome che in molti non si aspettano di trovare qui.

Maurizio A.C. Quarello, illustratore torinese pluripremiato con oltre 50 pubblicazioni all'attivo, è un nome noto nell'ambito dell'illustrazione italiana. Ha affrontato tanti temi e narrazioni diverse, passando da questioni sociali ad argomenti più leggeri.
Ma quello che forse molti non sanno o che, per lo meno, non sono abituati ad associare a questo autore, è che a inizio carriera Quarello ha lavorato a numerose produzioni che contengono mostri e streghe, per poi passare alle pubblicazioni grazie a cui gran parte del pubblico lo conosce. Anni dopo (nel 2019, per essere precisi) è tornato a queste atmosfere, pubblicando il libro di cui parliamo oggi: “A volte ritornano” (a cura di Serenella Quarello, ed. Orecchio Acerbo).

 

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Si tratta di una raccolta di racconti scritti da alcuni tra i più noti autori del genere. Nell'elenco compaiono: “La morta” di Guy de Maupassant, “Il fantasma e il conciaossa” di Joseph Sheridan Le Fanu, “Il fantasma della camera azzurra” di Jerome K. Jerome, “Il monte delle anime” di Gustavo Adolfo Bécquer, “La palude” di Robert E. Howard, “Il fantasma di Canterville” di Oscar Wilde, “L'astuccio misterioso” di Tcheng Ki-Tong e “Re peste” di Edgar Allan Poe.
Ogni racconto è accompagnato dalle tavole di Quarello che con i suoi fidati acquerelli e qualche rifinitura a grafite dà vita a scenari spaventosi pienamente in linea con i testi.
Si alternano tavole singole a bellissime doppie che fanno immergere il lettore in scenari terrificanti da cui sembra non esserci via d'uscita, mentre piccoli dettagli in bianco e nero compaiono all'inizio di ognuno dei racconti.
Una nota molto felice per me è stata vedere “Re Peste” illustrato, da sempre uno dei miei racconti preferiti di Poe.

 

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Anche questa volta ho avuto la possibilità di intervistare Maurizio A.C. Quarello che ci

racconta com'è stato lavorare a questo libro:

Ciao Maurizio, benvenuta su Illustrada. Nella tua carriera hai pubbblicato diversi libri affrontando molti scenari e tematiche diverse. Ci racconti quali sono alcuni dei tuoi artisti di riferimento?
Sicuramente Ludovic Beurn, che al momento lavora soprattutto come fumettista e illustratore. Anche Michael Sowa, Armin Greder e il grande Wolf Erlbruch sono stati artisti significativi nel mio percorso artistico. Mi piace molto anche Shaun Tan, soprattutto come autore completo, è lì che viene fuori tutto il suo genio. Ce ne sarebbero molti altri, ma questi sono quelli che proprio non possono mancare.
Gli artisti a cui mi sono ispirato per questo libro sono principalmente Vilhelm Hammershoi e Jakub Schikaneder, i morti che escono dalle tombe sono le "mummie" della Cripta dei Cappuccini di Palermo (indimenticabili i geniali titoli di testa del Nosferatu di Herzog).

Com'è stato lavorare a questo libro? Hai incontrato qualche particolare sfida nella realizzazione delle tavole?
A inizio carriera di streghe e mostri ne ho illustrati parecchi per diversi progetti, ma col passare del tempo mi sono stufato. Poi ho iniziato a lavorare a molti progetti di sfondo sociale, ma dopo che lavori a lungo su tematiche simili finisci di dire quel che hai da dire e arriva il rischio di ripetersi, come se fosse una continua rotaia.

Le atmosfere gotiche legate alle storie di fantasmi mi sono sempre piaciute, ero un grande lettore del genere horror e fantascientifico, quindi avevo già un immaginario strutturato e non ho incontrato grosse difficoltà nel lavorare alle illustrazioni. Questo volume, oltretutto, è curato da Serenella Quarello, mia sorella, con cui leggevamo tante storie di fantasmi, quindi questo libro è stato un po' come tornare a una dimensione familiare.

Mi sono annche divertito ad inserire nel libro personaggi realmete esistenti: Solomon Kane è ispirato a Clint Eastwood, il fantasma dei Canterville a Fedor Chaliapin, i due ubriaconi di Re Peste a John C. Reilly e a Wolker Prechtel.

C'è un racconto che ti è piaciuto particolarmente illustrare in questo volume?

Lavorare insieme a Fausta Orecchio e mia sorella ha fatto sì che la selezione dei racconti fosse facile. Abbiamo cercato di inserire sia racconti assolutamente spaventosi che racconti dai toni un po' più leggeri di modo da dare al libro un bel ritmo narrativo.
Mia sorella, che è insegnante di spagnolo, ha assolutamente voluto inserire “Il monte delle anime” di Gustavo Adolfo Bécquer, mentre io ho voluto inserire “La palude” di Robert Ervin Howard, secondo me il più grande scrittore del fantastico.

Anche “La morta” di Guy De Maupassant mi è piaciuto molto per le atmosfere che trasmette a mi ha dato la possibilità di disegnare la scena in cui i morti escono dalle tenebre, una parata grottesca che andava assolutamente illustrata.

Ci racconti che tecnica usi?

Il libro è realizzato ad acquerello su carta satinata morbida, ma ho anche fatto molti

interventi a grafite, usando matite dalla HB alla &B, per rifinire al meglio tutte le immagini.

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Titolo: A volte ritornano

Editore: Orecchio Acerbo

Anno di pubblicazione: 2019

Prezzo di copertina: 20,00 €

Formato: 22x28

Pagine: 72

 

 

 

 

 

 

 

 

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Maurizio A. C. Quarello è nato nel 1974 a Torino.

Ha studiato Grafica Pubblicitaria, Architettura e Illustrazione nella sua città natale.

Ha cominciato a lavorare come illustratore nel 2004, anno cruciale nel quale ha ricevuto il “Prix des Mediateurs Figures Futures”, presso il Salon du Livre de Montreuil, e successivamente ha vinto numerosi premi in concorsi nazionali ed internazionali di illustrazione.

Il suo primo libro è uscito nel 2005 per la casa editrice italiana Orecchio Acerbo ed è stato premiato in Italia come il miglior libro per immagini dell’anno. Da allora fino ad oggi, ha pubblicato circa cinquanta opere in ventitré paesi di cinque continenti.

Nel 2012 ha conseguito il “Premio Andersen” come miglior illustratore italiano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 DI

ANDREA OBEROSLER

 andrea-oberosler.jpgAndrea Oberosler è un animatore e illustratore trentino.

Lavora per privati ed editori e nel 2019 sono usciti i suoi primi albi illustrati, tra cui “La Maschera della Morte Rossa e altri racconti” (ed.  Bakemono Lab), un tributo a Edgar Allan Poe con cui comincia ad esplorare le potenzialità dell'illustrazione gotica.
Nel 2019 vince il premio oro nella sezione editoria dell'Annual di Autori di Immagini.

(Foto di Stefano Pradel)

CRC

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